Un mercato volatile in entrambe le direzioni
Un mercato volatile in entrambe le direzioni
Dopo la seduta di giovedì, caratterizzata da un'ondata di panico degli investitori privati e da vendite nel settore del software, in seguito all'introduzione della nuova funzionalità di Anthropic, venerdì il mercato ha registrato un rialzo di sollievo, quasi da manuale. Come spesso accade nelle fasi di stress, il punto chiave non è tanto la narrativa utilizzata per giustificare la vendita, quanto la natura dei flussi che la determinano. Nei giorni precedenti si è verificato che gran parte della pressione al ribasso non era generata da investitori che volevano ridurre il rischio su base discrezionale, ma da operatori che erano costretti a farlo: riduzione della leva finanziaria, margin call e ribilanciamenti forzati. Quando chi vende lo fa perché deve e non perché vuole, i mercati tendono a muoversi più in base all'esaurimento dei flussi che a una rivalutazione dei fondamentali. È esattamente ciò che si é visto venerdì. Una volta completata la "pulizia" delle posizioni più fragili, la liquidità è tornata a cercare esposizione e molti dei titoli più colpiti durante la settimana hanno registrato violente inversioni di tendenza. Le aree del mercato azionario con beta più elevato (i titoli più sensibili al sentiment e alla liquidità) sono state anche quelle che hanno registrato i rimbalzi più consistenti, in un classico schema di copertura delle posizioni corte e di ricostituzione del rischio tattico. Non si è trattato di un cambiamento strutturale nelle opinioni sull'Intelligenza Artificiale o sul software, ma piuttosto di un rimbalzo tecnico dopo una fase di vendite forzate.
Questa mattina il rialzo sta trovando ulteriore slancio soprattutto in Asia, dove l'attenzione si è rapidamente spostata sul Giappone. Le elezioni hanno consegnato una vittoria storica al Primo Ministro, Sanae Takaichi, che ha assicurato al Partito Liberal Democratico una maggioranza di due terzi alla Camera bassa, con 316 seggi su 465, il miglior risultato per una singola forza politica nel dopoguerra. Ciò rappresenta un mandato politico estremamente forte che rafforza la stabilità del governo e facilita l'approvazione di leggi, comprese questioni delicate come la revisione costituzionale. Per i mercati, il punto cruciale non è solo la forza politica, ma anche l'agenda economica che ne consegue. Takaichi ha costruito un consenso attorno a una posizione pro-crescita, con una spesa pubblica più generosa, il sostegno alle famiglie colpite dalla stretta del costo della vita e l'apertura a tagli temporanei all'imposta sui consumi alimentari. Questo orientamento fiscale espansivo ha riacceso il cosiddetto "Takaichi trade" con le azioni giapponesi in ripresa e la pressione sui titoli di Stato. Il Nikkei ha reagito con forza, mentre i rendimenti dei JGB sono saliti notevolmente.
Il canale di trasmissione è intuitivo. Una maggiore spesa pubblica e uno stimolo fiscale implicano aspettative di una crescita nominale più elevata e, potenzialmente, di un'inflazione più persistente. Ciò tende a spingere i rendimenti obbligazionari al rialzo e pone la Banca del Giappone in una posizione delicata, perché uno yen troppo debole alimenta pressioni inflazionistiche importate, ma un inasprimento troppo rapido rischia di rallentare l'economia. L'ambiguità di Takaichi sullo yen (da un lato, la tolleranza per una valuta più debole a sostegno dell'economia, dall'altro l'attenzione alla stabilità) mantiene vivo il rischio di volatilità del tasso di cambio e lascia la porta aperta a possibili interventi qualora la valuta si avvicinasse a livelli ritenuti sensibili dal governo. L'effetto di ricaduta non si è limitato al Giappone. Lo slancio rialzista si è esteso ad altri mercati asiatici, sostenuto sia dal miglioramento del sentiment globale sia da valutazioni relativamente più contenute rispetto ad alcuni segmenti del mercato statunitense. In un momento in cui una parte della base di investitori sta rivalutando l'eccessiva concentrazione su una manciata di titoli tecnologici statunitensi, l'Asia sembra essere un terreno di rotazione naturale.
Detto questo, è qui che serve disciplina. Il rimbalzo in corso è tecnicamente comprensibile, ma non necessariamente stabile. I trading desk segnalano che il posizionamento in opzioni rimane un fattore di rischio chiave. Molti market maker detengono ancora esposizioni gamma che possono amplificare i movimenti. Quando il mercato sale e supera determinate soglie di strike, gli operatori devono acquistare future per coprirsi, alimentando il rally, ma la dinamica può rapidamente invertirsi se i prezzi scendono al di sotto dei livelli chiave, trasformando i flussi di copertura in pressioni al ribasso. Questo meccanismo rende le prossime sedute più instabili e soggette a brusche oscillazioni in entrambe le direzioni.
A questo si aggiunge il ruolo dei fondi quantitativi (CTA). Dopo le recenti oscillazioni, molti modelli si trovano in zone di innesco, dove qualsiasi indebolimento del momentum rischia di riattivare le vendite automatiche. Secondo le stime di Goldman Sachs, in caso di ulteriori ribassi degli indici azionari statunitensi, questa settimana potrebbero concretizzarsi vendite fino a 33 miliardi di dollari. Inoltre, in uno scenario di pressione prolungata e di un calo dell'indice S&P 500 al di sotto del livello di 6.707, i flussi di vendita potrebbero raggiungere gli 80 miliardi di dollari. Il problema è che, a causa del posizionamento particolarmente teso dei CTA, si prevede che venderanno anche in un mercato piatto (circa 15,4 miliardi di dollari di vendite previste) e persino in un mercato in rialzo (circa 8,7 miliardi di dollari di vendite previste). In altre parole, una quota significativa del mercato rimane governata da regole quantitative che reagiscono al prezzo, non alle storie. Ciò significa che la volatilità può autoalimentarsi e, in caso di rally, il rialzo tende a rimanere limitato.
La conclusione è quindi di cautela. Il mercato ha dimostrato che, una volta esaurite le vendite forzate, i rimbalzi possono essere rapidi e violenti, ma proprio per questo motivo vanno letti per quello che sono, cioé movimenti tecnici in un contesto fragile. La settimana che ci attende ha tutte le caratteristiche per essere volatile. In fasi come questa, la gestione del rischio è più importante che spremere l'ultimo punto di performance.